Anna e Ottavia. Due voci, un palcoscenico

Fra date da ricordare e movimenti in favore della libertà, il 7 ottobre 2011 è passato inosservato l’anniversario della morte Anna Politkovskaja.

Ottavia Piccolo ha voluto riproporre lo spettacolo attualmente in tourneé “Donna non rieducabile”, appellativo con cui Anna Politkovskaja venne definita dalle “alte cariche” della Federazione Russa. Il 9 ottobre si sono conclusi i tre giorni di repliche che hanno aperto la stagione 2011/2012 al Teatro India e grazie al testo di Stefano Massini, Donna non rieducabile, ha vinto il premio Enriquez 2011 rispettivamente come migliore testo, migliore interpretazione e migliore regia. Stefano Piccardi, il regista, ha costruito lo spettacolo come una serie di quadri che rappresentano momenti diversi della vita della giornalista assassinata, ma l’impressione che resta è quella di un coerente e continuo filo che resta teso senza aggrovigliarsi di pensieri e considerazioni inutili. Perché la storia di Anna Politkovskaja è vera, reale, era una donna che ha lottato con le proprie forze contro tutto e tutti. Nutriva in sé un bisogno di testimoniare, di trovarsi dove c’è sempre qualcosa da dire, lasciando però se stessa come cornice e al centro del dipinto, fra pennellate di cruda verità dovevano esserci le persone con la loro vita e le loro storie.

Anna Politkovskaja ha seguito in prima persona la guerra in Cecenia e la sua evoluzione; Stefano Massini, facendo seguito all’affermazione della giornalista, ha descritto la Cecenia come l’immagine di un ripostiglio di cui nessuno si cura e in cui nessuno “ficca il naso”; i ripostigli non sono stante, ci si va solo per sfruttarli e per nascondere cose. Anna ha cercato di aprire questa porta e mettere ordine, un ordine che ha creato un polverone odio che ha finito per ucciderla finendo assassinata.

Ottavia Piccolo rende la vita della giornalista un esempio; attraverso una eccelsa interpretazione, celebra una drammaturgia pungente e sincera. Fra fogli di luci come lapidi e una semplicissima scrivania, lame di luce dividono il palcoscenico insieme alla Piccolo, l’arpista Floraleda Sacchi esegue da vivo musiche da lei composte che donano una emozionante cornice allo spettacolo. Storia come quella di Anna Politkovskaja ce ne sono state, ce ne sono e, purtroppo, ce ne saranno. Ma finchè si avrà paura, il potere sbagliato, il potere oppressivo e la censura avranno sempre la meglio. Ma se anche una sola persona sarà disposta a lottare per la verità, allora ci sarà davvero una speranza. Ma per un mondo migliore non si deve attende l’eroe, lo si deve costruire tutti quanti insieme.

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