Qualcosa di importante

Questa mattina mi sono alzato un po’ controvoglia. Si sta bene quando un’arietta leggera sfiora il tuo corpo, ma sapevo di dover fare qualcosa di importante, che meritava la mia completa attenzione. Mi sono così preparato fisicamente e psicologicamente. L’appuntamento era il cimitero del Verano. Lì, generalmente ci si va per due motivi: il primo per cercare qualcuno, il secondo per portare qualcuno. E qualcuno è stato portato. Qualcuno di importante, qualcuno con un passato pericoloso, pesante, ma comunque portato con coraggio e tenacia. Questa persona non la conoscevo direttamente, ma forse, essendo amico di chi l’ha conosciuta, è come se parte del nostro spirito di fosse incontrato. E’ stata nel campo di concentramento di Auschwitz. Auschwitz. Una parola che fa paura, che crea noia in monte persone. Il solo pensiero di ricordare, di portare alla mente fatti lontani nel tempo crea dimenticanza. E purtroppo i testimoni diretti stanno morendo. Ma muore il corpo, perchè la testimonianza resta. E il tempo passa trasformando spesso la storia in passato, il passato in leggenda e la leggenda nel non accaduto e se non è accaduto, può accadere. Ora il testimone è nostro, in mano a ciascuno di noi e non con il pensiero che lo farà qualcun’altro. Tutti. Sta a noi fare in modo che non succeda più un luogo come Auschwitz, dove la dignità umana non esiste, dove lo scopo è la sofferenza, dove uomini, donne, bambini venivano “tenuti in vita” per farle soffrire ogni momentisempre di più. Ogni giorno portare la sopportazione sempre più avanti in modo da ridurli in larve umane. Per molti questo è avvenuto. Per altri no. Ida Marcheria è una di queste. Il funerale è stato il suo oggi. Signora, non ho avuto il piacere di conoscerla, ma so che Lei mi capisce e forse mi legge nell’animo. Prego per Lei, perchè oggi Le sono stato vicino. Sul prato, con quel profumo di terra ed erba e quel rumore di lacrime La saluto e prima o poi ci incontreremo. Qualcuno invece ho reincontrato. Una persona con cui spero prima o poi di fare una fotografia. Una persona che sfioro sempre con piacere, la cui mano stringo con onore, perchè per me di onore si tratta, l’onore di conoscere una persona di nome Piero Terracina.

Grazie a tutti voi.

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