DCE Danzitalia per Invito alla Danza 2011

La danza contemporanea non è semplice danza: è un insieme di emozioni, di sensazioni che scaturiscono nell’arte. Si ha la percezione di trovarsi in un vortice di epoche, dimensioni, profumi, pensieri. È il perfetto equilibrio fra poesia, movimento ed emozione.

Invito alla Danza ha proposto, martedì 12 luglio, Cassandra con Rossella Brescia e Stefano De Martino con le coreografie e la regia dell’eccellente Luciano Cannito e la compagnia DCE Danzitalia nata nel 2009 dalla collaborazione di Luciano Cannito e Daniele Cipriani con lo scopo primario di valorizzare nuovi talenti italiani.

photo: Ludovico Perfetto

Innanzitutto Cassandra, nella mitologia greca, fu una sacerdotessa nel tempio di Apollo da cui ebbe il dono/fardello della preveggenza; prevedeva infatti terribili sventure con il risultato di non essere creduta ma che puntualmente si verificavano. L’allestimento di Cassandra per Invito alla Danza, tratto dall’opera di Christa Wolf, propone un intreccio di temi e fattori sociali non indifferenti. Come già la musica lascia intendere, è ambientato nella Sicilia del dopoguerra, il tema predominante è l’indipendenza femminile e le conseguenze che questa riflette sulla società in cui le donne fino ad allora avevano un ruolo “marginale” nella vita cittadina. Rossella Brescia invade il pubblico non appena entra in scena con la sua elegante e prorompente energia; commuove e fa riflettere, emoziona e sembra farsi baluardo di secoli e secoli di oppressione subita dalle donne. Diviene stendardo di speranza e promessa del nuovo tempo. Stefano De Martino rende alla perfezione il personaggio e il senso profondo del messaggio che l’Enea dei nostri giorni vuole trasmettere. Trait d’union nel primo atto è una sedia a dondolo che fa la sua costante, come anche l’inserire il tema del riposo, quasi come se tutta la storia fosse un sogno, ma il pubblico è ben desto, entusiasta, dimostrandolo con numerosi applausi della prima.

photo: Ludovico Perfetto

Nel secondo atto una variazione sostanziale: la musica modifica i toni facendosi più aggressiva quasi inquieta in attesa di una tragedia imminente. Un sentore di lotta, di violenza che però non lascia odio e cattiveria, anzi, energizza l’animo e lo rende più partecipe, più permeabile al nuovo cambio di tema: l’arrivo della televisione e nonostante la sacerdotessa Cassandra tenta in ogni modo di allertare la popolazione degli effetti nefasti che un uso esagerato può produrre, il destino dell’incredulità è su di lei e il popolo resta ipnotizzato, stregato e plagiato da questa scatola luminosa che apparentemente pronuncia la verità assoluta. De Martino incanta in un assolo del II atto la forza e la dolcezza dei movimenti e insieme alla musica, restano dentro l’animo come una carezza e una melodia familiari; la complicità con Rossella Brescia completa l’incanto della serata.

Nella cornice di Villa Pamphili, Luciano Cannito per DCE Danzitalia e Marina Michetti per Invito alla Danza creano un’atmosfera in cui gesto, suono, sentimento, riflessione si coniugano donando agli spettatori un desiderio e una sempre più prelibata sensazione di serenità spirituale.

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