I talenti salvati

La celebre e la non sempre affidabile enciclopedia online wikipedia definisce “emoticon” (le faccine dei cellulari per capirci) come riproduzioni stilizzate di quelle principali espressioni facciali umane che si manifestano in presenza di un’emozione. Lo spettacolo Emoticon (quello al Teatro Vittoria da poco concluso) si potrebbe definire come espressione di sentimenti costruita per emozionare con dubbiosa intraprendenza palco e platea.
Ma si sa, come tutte le cose, anche le emozioni sono passeggere, transitorie, fuggevoli, e così appena si entra nella sfera di un sentimento, subito arriva un secchio d’acqua gelata che ci sveglia dal torpore.
Lo spettacolo si apre nulle note di “Die Moritat von Mackie Messer” (la ballata di Mackie Messer, N.d.R.) di Kurt Weill, canzone creata appositamente per l’Opera da tre soldi di Bertold Brecht da cui Emoticon trae ispirazione e Paolo Civati, autore e regista, nel brechtiano rispetto, ci presenta varie storie, diverse vite raccontate dagli attori che, sportivamente parlando, ora entrano ora escono dal personaggio in una emozionale partita a tennis.

Le storie raccontate dagli ora attori ora personaggi prendono a esempio situazioni in cui tutti possono trovarsi e vengono descritte abbattendo l’invisibile quarta parete che divide dalla platea, a volte interpellata nel dispiegarsi della trama.
Le storie interpretate, una emoziona, una rattrista, una scade banalmente (e se si può osare, volgarmente) nello scatologico perché molto spesso una cosa non detta, o meglio sottesa, vale dieci volte l’averla pronunciata.
Nel complesso alcuni attori risultano in grado di reggere la scena per il tempo a loro concesso di raccontare la storia del loro personaggio e nello stesso tempo la loro storia, perché l’attore è il personaggio, ma contemporaneamente, come fosse un trapezista dell’anima, si strania da esso trasportando anche il pubblico su altri piani, su altri livelli di vita e di pensiero.
In fondo questo è il vero compito della politica: distrarre il pubblico/popolo dai reali problemi tacendo la verità e anzi, celandola con eleganti menzogne usando tenui e ipnotici colori pastello.

Portando di fronte a se uno stendardo di capacità e buona volontà, Emoticon ha partecipato e vinto alla rassegna Salviamo i talenti – Premio Attilio Corsini nella scorsa stagione e il premio era la presenza nell’attuale cartellone 2010/2011 del Teatro Vittoria.

Forse le quattro compagnie (i partecipanti alla rassegna 2009/2010, n.d.r.) non sono bastate a salvare i talenti del teatro, molti dei quali rimangono ancora ignoti, ma perlomeno ci si prova…

Il Teatro Vittoria ha deciso di raccogliere le impressioni e il giudizio del pubblico che chiama Spettatore Critico. Quindi, dopo avere visto Emoticon ho deciso di partecipare a questa iniziativa. Una volta tanto una buona idea…
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